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Sono diversi i personaggi di Apricale che hanno lasciato traccia della loro vita e delle loro opere nel tempo.Giolanni Battista Martini, figlio di Leonida, nacque ad Apricale il 16 marzo 1841 e vi si sposò nel 1860.Separatosi dalla moglie nel 1865, emigrò in America. Recenti studi lo avrebbero identificato con John Martin, il trombettiere del leggendario Generale Custer ed unico superstite della battaglia di Little Big Horn (25 giugno 1876) , durante cui il Settimo cavalleria dell'esercito americano fu sterminato dagli indiani Sioux e Cheyenne guidati da Cavallo Pazzo e Toro Seduto. Martin (o Martini) si salvò perche il generale Custer lo aveva mandato a chiedere rinforzi al generale Benteen, di stanza poco lontano, che tuttavia giunse troppo tardi sul luogo del massacro. Il confronto delle firme di Giovanni Martini nei registri parrocchiali di Apricale e di John Martin nei documenti militari americani confermerebbero l'origine apricalese, ma da Sala Consilina (Salerno) si reclama la nascita del personaggio, avvenuta per dichiarazione dello stesso, sopravvissuto, nel 1853, con il nome al Giovanni Martino. Le ultime indagini hanno riaperto l'ipotesi della ad Apricale del fortunato trombettiere che prima di arruolarsi nell'esercito americano avrebbe combattuto per Garibaldi La disputa continua, e si presenta come un appassionante enigma storico-campanilistico.

Ma il personaggio più famoso di Apricale è la contessa Cristina Anna Bettomo (1861-1904), la cui vita romanzesca, avventurosa e tragica ha lasciato un segno indelebile, rievocato nella Stanza del Castello della Lucertola a lei dedicata. Donna affascinante, aveva sposato giovanissima Battista Pisano, poi fuggito perché ricercato per truffa. Lasciata da sola e senza mezzi, entrò al servizio del conte Charles de la Tour, a Nizza. Il nobiluomo si invaghì di lei, la portò a Parigi introducendola nella vita e nei salotti della nobiltà e alla sua morte !e lasciò una fortuna. Molto corteggiata, si recò in Russia alla corte degli Zar con la giovanissima nipote Maria, bella come lei, che conquistò il figlio del re di Romania. Qui Cristina conobbe Sergey Romanoff, fratello dello Zar, che se ne innamorò. Le due donne furono inviate dal governo russo in estremo oriente per indagare sulle mire espansionistiche giapponesi, ma furono scoperte e imprigionate per un breve periodo. In seguito Maria morì di tubercolosi, mentre Cristina ritornò ad Apricale allo scopo di ottenere il divorzio dal primo marito, che nel frattempo era ritornato nel suo luogo natale, e poter così sposare il Granduca di Russia Sergey. Ma il Pisano in un eccesso di Gelosia la uccise e poco dopo il delittosi impiccò alla croce del ccimitero di Baiardo. A testimonianza di questa roccambolesca ed affascinante esistenza rimase sino ad una ventina di anni orsono, la gran croce d'argento che il Granduca di Russia volle porre sulla tomba della Contessa di Apricale, poi misteriosamente saprita per mano ignota.

Per maggiori approfondimenti vai alla pagina del museo a lei dedicata.



 


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