Il Castello della Lucertola è sede del Museo
della Storia di Apricale, narrata attraverso memorie e
documenti storici, materiali archeologici, cimeli, curiosità
varie e la vita di figure ormai leggendarie; è anche
un punto d'incontro artistico e culturale, che oltre
alle mostre temporanee conserva e presenta al pubblico dipinti,
disegni, grafici e sculture lasciati
da numerosi artisti al paese per testimoniare il loro affetto
e la loro partecipazione alla sua vocazione artistica.
La visita si svolge cominciando dalle stanze del piano rialzato;
entrata e prima stanza, con rassegna fotografica delle
manifestazioni nel Borgo e al Castello; stanza della Contessa
della Torre Cristina Bellomo; stanza degli Statuti
di Apricale; stanza del Risorgimento; stanze
dei ricordi artistici su Apricale.
Si passa poi al salone superiore, dove si svolgono
prestigiose mostre d'arte moderna o contemporanea e
si possono ammirare alcune sculture permanenti. Infine si
visitano i sotterranei.
Il Castello e il museo sono aperti con i seguenti orari in
estate, mesi di maggio e giugno ore 15-19 escluso il lunedì;
luglio e agosto ore 16-19 e 20-22 tutti i giorni, la domenica
anche al mattino ore 10,30-12. In inverno, tutti i giorni
ore 14-18 escluso il lunedì, la domenica anche al mattino
ore 10,30-12. Per informazioni rivolgersi alla Pro Loco o
in Comune.
Ingresso
Salita una scaletta il visitatore è accolto in un piccolo
locale dove è esposta una rassegna di bozzetti originali
e di manifesti di Emanuele Luzzati legati alle rappresentazioni
teatrali estive, a cominciare da quelli del 1990, primo anno
della fortunata manifestazione...E le stelle stanno a guardare.
Stanza dei gatti
Così chiamata per i tondi dei quattro gatti simmetricamente
affrescati sulla volta, questa stanza contiene una rassegna
fotografica delle principali manifestazioni artistiche svoltesi
ad Apricale e al Castello, corredata dai ritratti dei loro protagonisti.
Vi sono raffigurati, tra gli altri (in senso orario) ,il pittore
Flavio Costantini, Enzo Pazzagli, cui si deve
la scultura dell'Albatros sulla piazza, Danièle
Noel e il suo "Atelier A" tuttora attivissimo
in Apricale, le fotografe d'arte Gianna Ciao Pointier e
Marianna Garabello, François Bouché
e Georges Boisgontier, autori delle sculture del giardino
pensile, la pittrice Gigliola Fazzini, il grafico
Sergio Bianco, cui si deve l'installazione della bicicletta
sul campanile, la stilista Carolyn Quartermaine e il
fotografo Eric Morin, il pittore Enzo Cini (scomparso
nel dicembre 2002), uno degli artisti che ha dato il vie alle
fortune artistiche di Apricale, il pittore Eugenio Corradi,
Emanuele Luzzati, artefice dello straordinario successo
degli spettacoli notturni del Teatro della Tosse, il celebre
Joan Miro, I'altrettanto noto Jean-Michel Folon,
Hans Hedberg, autore della Mela esposta nel Castello,
e infine Ben, artista d'avanguardia di Nizza.
Altre fotografie vengono aggiunte ogni anno, a conclusione
di eventi e spettacoli.
In questa stanza sono state girate alcune scene del film
Mare largo di Ferdinando Vicentini Orgnani, con Claudio
Amendola e Isabella Ferrari, tratto dal romanzo Attesa sul mare
di Francesco Biamonti (1933-2001) l'ultimo dei grandi scrittori
liguri, nato e vissuto nel vicino paese di San Biagio della
Cima Si prosegue la visita attraversando in successione le tre
stanze di fondo, cominciando da quella dedicata a Cristina Anna
Bellomo.
Stanza della Contessa della Torre
Al
personaggio più affascinante della storia di Apricale
è dedicata una stanza in cui sono raccolti pochi cimeli
che le sono appartenuti e altri oggetti dell'epoca in cui la
donna visse; sembra incredibile, ma non esiste una fotografia
della bellissima Cristina.
Quella appesa alla parete sinistra è infatti dell'altrettanto
seducente nipote Maria Pizzio, scattata durante la
permanenza alla corte dello Zar a Pietroburgo.
Il manichino con sottoveste e corsetto, il letto
a barca sovrastato da un ventaglio in piume di struzzo,
la bacheca e il comò con oggetti diversi
e il baule colmo di abiti e biancheria ricreano efficacemente
l'atmosfera domestica del tempo (siamo a cavallo tra il XIX
e il XX secolo), mentre copie di atti e documenti anagrafici
attestano la nascita e la morte delle due donne.
La sagoma di Emanuele Luzzati è un'interpretazione della
Contessa della Torre servita per lo spettacolo teatrale a lei
dedicato.
Stanza degli Statuti di Apricale
Nella stanza accanto a quella della contessa, dotata di
caminetto e di una stufa in ceramica smaltata,
sono raccolti i più preziosi documenti originali della
storia medievale di Apricale.
Gli Statuti sono esposti al centro del locale, in una bacheca
illuminata da fasci di fibre ottiche a luce fredda.
A partire dall'alto si riconoscono sul primo ripiano il codice
del1267, aperto su una doppia pagina con capilettera rossi,
la copia del 1288 e l'altro codice del 1267; sul secondo alcune
pagine restaurate risalenti al 1399, al 1293 e al 1248; sul
terzo il codice del 1399; sul quarto gli Statuti del 1488
e la pergamena del 1442 concernente i diritti d'erbaggio
e di pascolo nella bandita d'oltre Nervia; sull'ultimo
il registro degli Atti di Bannalità (di controversia
legale) del Comune di Apricale contro i marchesi Doria di
Dolceacqua.
Gli antichi codici sono stati restaurati per conto della
Regione Liguria dalla competente Soprintendenza, e restituiti
l'8 aprile 1989 nel corso di una solenne cerimonia svoltasi
nell'oratorio di San Bartolomeo di cui è esposta la documentazione
fotografica.
Stanza del Risorgimento
L'ultimo ambiente affacciato sul versante settentrionale è
dedicato in gran parte al tenente di cavalleria Giulio Nobile
di Apricale (1799-1873), luogotenente di Carlo Alberto,
che accompagnò il sovrano in esilio a Oporto nel 1849
ed ebbe in dono la sua spada, esposta nella bacheca all
centro della stanza insieme ad alcuni documenti firmati dallo
stesso Carlo Alberto.
Dalla parete sinistra, procedendo in senso orario, si osservano
una stampa con scena dei Carabinieri Reali, un documento
di stato civile di Pizzio Giovanni, il ritratto di
Giulio Nobile e una sua lettera del 1847 indirizzata
al fratello Giacomo, in cui si chiedono notizie sulla raccolta
delle olive, sulla produzione e il prezzo dell'olio.
La bacheca sottostante accoglie antiche monete: due
statere d'argento di Kroton (Crotone colonia della
Magna Grecia, del 465-460 a.C.) e due denari d'argento
di Giulio Cesare coniate in Gallia nel 50 a.C.; quindi
un gruppo di dieci monete di varie epoche, dall'età
romana agli ultimi secoli, rinvenute presso la casa Frati,
lungo la strada Foa in località Misteru, nel comune
di Apricale.
Alla successiva parete è esposta la stampa a colori
della battaglia di Magenta (4 giugno 1859), su quella
di fronte all'entrata alcuni documenti firmati da Carlo
Alberto e riguardanti Giulio Nobile, e una bacheca con
una piccola collezione di monete dello Stato Pontificio,
del granducato di Toscana, del regno delle Due Sicilie
e del regno d'ltalia.
Sulla parete alla destra dell'entrata si trovano un ritratto
di Giulio Nobile del 1848, una stampa del re Carlo
Alberto e la stampa dedicata ai "Grandi uomini
che formarono l'ltalia" (Garibaldi, Mazzini, Vittorio
Emanuele II, Cavour).
Presso l'ingresso, una vetrina incassata nel muro contiene
l'anfora vinaria integra di età romana di forma Dressel
6, in uso dalla seconda metà del I secolo a.C. al
I secolo d.C., rinvenuta in località Case Toca nel Comune
di Apricale.
Stanze dei ricordi artistici
Tornati
all'ingresso si visitano le due stanze sulla destra. Nella prima
sono raccolti alcuni dipinti di artisti contemporanei
particolarmente legati ad Apricale.
Da sinistra, in senso orario Paesaggio di Jean-Michel Folon,
Piatto con pesci e Composizione astratta di Klimeck,
Bozzetto per il Teatro di Fiorato, Personaggio maschile
di Adami, Apricale di Guy Ontillera, Composizione
(collage) di De Luigi, Finestra sul mondo di Eugenio
Corradi, La passeggiata di Dego, La chiesa della
Salute a Venezia donato da Claudio Nobbio, due vedute
di Apricale di Barbadirame e di Karlo Gabriele.
Al centro della stanza ci sono i plastici dell'abitato
di Apricale e di un moderno progetto di urbanizzazione
del Borgo frutto della tesi di laurea di Annette Begec
discussa nel 2001 alla Bauhaus Universität di Weimar,
in Germania.
Da questa stanza è possibile osservare l'anfora
romana già descritta.
Segue una stanzetta che accoglie i lavori, per lo più
serigrafie e incisioni, dei seguenti artisti (sempre
da sinistra e in senso orario): Baviera, Bueno,
Appel, Spilman, Verdet, Eward,
composizioni di Xin di Venezia, Corradi e Ghelli.
L'originale quadro luminoso è la Fuga dal
pentagramma di Gigliola Fazzini. L'acquerello nel
piccolo corridoio che comunica con il giardino pensile e conduce
al piano superiore è di Rosanna Biletta.
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